{"id":8990,"date":"2018-11-19T14:45:17","date_gmt":"2018-11-19T13:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/?p=8990"},"modified":"2018-11-19T14:45:17","modified_gmt":"2018-11-19T13:45:17","slug":"co2-veicoli-pesanti-comunicato-stampa-congiunto-conftrasporto-federauto-unrae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/2018\/11\/co2-veicoli-pesanti-comunicato-stampa-congiunto-conftrasporto-federauto-unrae\/","title":{"rendered":"Comunicato stampa congiunto Conftrasporto, Federauto, Unrae &#8211; Emissioni di CO2 dei veicoli pesanti: prescrizioni fuori da una prospettiva reale"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 19 novembre 2018 &#8211; Lo scorso 14 novembre i quattro quinti del Parlamento europeo hanno approvato &#8211; con l\u2019introduzione di ulteriori emendamenti restrittivi &#8211;\u00a0 una proposta di regolamento della Commissione che impone limiti alle emissioni di CO<sub>2<\/sub> anche per i veicoli pesanti, che dovrebbero essere ridotte nel 2030 del 35% rispetto a quelle attuali.<\/p>\n<p>Pur condividendo pienamente gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile, riteniamo che sia indispensabile ricordare come questi ultimi non possano trascurare la dimensione economica e sociale della sostenibilit\u00e0 complessiva.<\/p>\n<p>Anche ammesso che &#8211; nonostante le profonde riserve pi\u00f9 volte sollevate in merito dai costruttori dei veicoli industriali &#8211; tali obiettivi siano tecnicamente raggiungibili in fase di produzione, senza adeguati meccanismi di incentivazione, come lo stesso Parlamento Europeo ha riconosciuto, difficilmente si tradurranno in un conseguente rinnovo del parco circolante coerente con essi, poich\u00e9 non saranno promossi i necessari cambiamenti strutturali del mercato che potrebbero condurre ad una effettiva riduzione delle emissioni.<\/p>\n<p>Risulta estremamente difficile quantificare le riduzioni di CO<sub>2<\/sub> attribuibili al trasporto di merci in questo primo scorcio del terzo millennio.<\/p>\n<p>Tuttavia, tenendo presente che esiste una relazione diretta tra consumi di carburante ed emissioni di CO<sub>2<\/sub>, dall\u2019esame del maggior numero possibile di dati storici si pu\u00f2 stimare che il consumo medio di carburante di un veicolo pesante dal 1990 ad oggi sia diminuito del 24%.<\/p>\n<p>Prendendo ad esempio l\u2019Italia e assumendo costante l\u2019entit\u00e0 del parco circolante, nell\u2019ipotesi pi\u00f9 sfavorevole che il consumo dei veicoli pesanti rimanga inalterato nel prossimo futuro, con un piano ventennale di rinnovo totale del parco, da oggi al 2039 si pu\u00f2 valutare una riduzione dei consumi pari a 22 miliardi di litri di gasolio, con una riduzione di emissioni di CO<sub>2<\/sub> pari a 58 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>E\u2019 dunque davvero priva di ogni fondamento programmatico concreto una politica che obblighi i costruttori a sforzi finanziari e tecnologici inauditi per ridurre le emissioni allo scarico dei veicoli, se poi i conseguenti benefici in termini di sostenibilit\u00e0 non possono essere effettivamente trasferiti alla circolazione stradale, perch\u00e9 il parco circolante non trova le risorse per un consistente rinnovo.<\/p>\n<p>Se, poi, si pensa che la cosiddetta decarbonizzazione, che \u00e8 nell\u2019intenzione di tutti, possa essere raggiunta in tempi brevi attraverso l\u2019impiego su vasta scala di motorizzazioni dette \u201cad emissioni zero\u201d, e segnatamente quelle elettriche nelle varie declinazioni, \u00e8 opportuno tenere presente che l\u2019elettrificazione dei veicoli pesanti per il trasporto merci \u00e8 oggi in fase sperimentale, n\u00e9 si pu\u00f2 semplicisticamente pensare di poterla accelerare solo con misure capziose, che rendano difficile il raggiungimento degli obiettivi prefissati attraverso l\u2019impiego dei pi\u00f9 moderni e innovativi sistemi di alimentazione a carburanti tradizionali.<\/p>\n<p>Per queste ragioni <strong>Conftrasporto, Federauto e UNRAE, Sezione Veicoli Industriali, anelli del sistema Confcommercio, ribadiscono che la transizione verso lo scenario dei trasporti a \u201czero emissioni\u201d vada guidata nel rispetto del principio della neutralit\u00e0 tecnologica, coinvolgendo con impegni e assunzioni di responsabilit\u00e0, basati su dati oggettivi e informazioni realistiche, tutti gli attori della filiera, senza fughe in avanti non coordinate che penalizzerebbero inutilmente una sola componente, senza conseguire i risultati attesi<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci si chiede infine come intenda il Governo italiano conciliare obiettivi tanto ambiziosi, condivisi a livello europeo, con l&#8217;adozione di politiche nazionali di sussidi a pioggia concessi agli autotrasportatori, senza alcun criterio premiante nell&#8217;ottica della sostenibilit\u00e0 ambientale, ovvero con la decisione di non prorogare efficaci politiche di sostegno al rinnovo del parco circolante, quale ad esempio il superammortamento.<\/p>\n<p>Una politica di rinnovo sostenibile del parco circolante che punti concretamente alla soluzione dei problemi ambientali non pu\u00f2 essere strabica o perseguita a targhe alterne: a Strasburgo s\u00ec e a Roma no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conftrasporto, Federauto e Unrae, anelli del sistema Confcommercio, ribadiscono che la transizione verso lo scenario dei trasporti a \u201czero emissioni\u201d vada guidata nel rispetto del principio della neutralit\u00e0 tecnologica, coinvolgendo con impegni e assunzioni di responsabilit\u00e0, basati su dati oggettivi e informazioni realistiche, tutti gli attori della 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