{"id":2686,"date":"2013-08-01T16:05:00","date_gmt":"2013-08-01T14:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/2013\/08\/cs-a-luglio-2013-il-mercato-autovetture-segna-192\/"},"modified":"2013-08-01T16:05:00","modified_gmt":"2013-08-01T14:05:00","slug":"cs-a-luglio-2013-il-mercato-autovetture-segna-192","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/2013\/08\/cs-a-luglio-2013-il-mercato-autovetture-segna-192\/","title":{"rendered":"Comunicato stampa: A luglio 2013 il mercato autovetture segna -1,92%"},"content":{"rendered":"<p><em>Roma, 1\u00b0 agosto 2013<\/em> &#8211; Nuova flessione del mercato di auto nuove a luglio, che si \u00e8 chiuso con una perdita dell\u20191,92%  rispetto allo stesso periodo del 2012, per un totale di 107.514 pezzi  immatricolati. &#8220;Nonostante un forte ricorso ai kilometri zero, il mercato  dell\u2019auto ci manda un unico segnale: stallo totale, sfiducia tra i consumatori,  mancanza di iniziative in grado di favorire un\u2019inversione di tendenza.  Chiediamo ora con forza l\u2019Iva agevolata per i privati, un provvedimento che  secondo Federauto potrebbe essere in grado incrementare le vendite di circa  200.000 unit\u00e0 all&#8217;anno. Provvedimento che si autofinanzierebbe e che non  peserebbe sulle casse dello Stato&#8221;. Questo il lapidario commento di  Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l\u2019associazione che  rappresenta i concessionari di tutti marchi commercializzati in Italia sui dati  di immatricolazione di autovetture nuove a luglio diffusi questa sera dal  Ministero dei Trasporti.<\/p>\n<p>___________________________________________________________________________<\/p>\n<p><em>Di seguito riportiamo l&#8217;intervista che uscir\u00e0 sul prossimo numero di FederautoTime in cui il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, fa il punto sull&#8217;attuale situazione dopo i primi 7 mesi dell&#8217;anno.<\/em><\/p>\n<p><strong>Presidente,  ci parli della situazione e delle prospettive del mercato automobilistico.<\/strong><br \/>La grave  situazione di crisi del mercato automobilistico italiano sta compromettendo il  futuro dell\u2019automotive, che costituisce la principale filiera industriale,  commerciale e dei servizi nel nostro Paese.<em>  <\/em>Si tratta di un complesso di vari settori che rappresenta in termini di  fatturato l&#8217;11,4% del PIL, il 16,6% di contribuzione al gettito fiscale  nazionale e occupa, con l&#8217;indotto allargato, 1.200.000 addetti. Purtroppo gli  indicatori del settore continuano ad essere negativi, con pesanti riflessi in  termini di riduzione del gettito fiscale, chiusura di aziende e licenziamenti,  ricorso massiccio ai contratti di solidariet\u00e0, cassa integrazione  ordinaria,\u00a0 straordinaria e in deroga, disfacimento  di realt\u00e0 imprenditoriali che non generano pi\u00f9 valore, ricchezza e lavoro.<\/p>\n<p><strong>E la  politica, che risposte ha dato?<\/strong><br \/>Gli ultimi Governi  invece di darci una mano si sono adoperati per sfasciare la nostra filiera, e  forse l&#8217;intera economia, distruggendo aziende e bruciando centinaia di migliaia  di posti di lavoro. Basti ricordare che nel biennio 2011-2012 il settore \u00e8  stato sottoposto a incrementi reiterati di accise sui carburanti e di imposta  RC Auto, a cui si sono aggiunti la maggiorazione dell\u2019IPT, il doppio intervento  sulle auto di lusso mediante l\u2019introduzione prima e il raddoppio poi del  \u201csuperbollo\u201d. Tali manovre hanno comportato un  appesantimento fiscale pari a 8,7 miliardi di euro. Inoltre, nel corso del  2012, il regime fiscale delle auto aziendali \u00e8 stato rivisto portando le  deduzioni dal 40% al 27,5%. Tali deduzioni sono state ulteriormente compresse  al 20%, nonostante avessimo documentato che in Europa questi automezzi si  possono dedurre al 100%. Alla luce dell\u2019andamento del mercato, il Paese, nel  solo 2012, ha perso circa 3 miliardi di euro dal settore <em>automotive<\/em>, ascrivibili principalmente al minor gettito Iva. Per  ottenere questo risultato non servivano professori universitari ma bastava uno  studente fuori corso, o forse un ragazzino delle elementari. <\/p>\n<p><strong>E il trend di mercato?<\/strong><br \/>Immagino che a  questo punto sia meglio far parlare i numeri, che smentiscono qualsiasi  analista voglia fare dell&#8217;ottimismo gratuito, come se bastasse asserire che le cose  vanno bene per indurre il consumatore a scelte diverse.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>E le previsioni  2013?<\/strong><br \/>I primi mesi del  2013 segnano una flessione per le autovetture, rispetto allo stesso periodo del  2012, di circa il -10%. Flessione che per i veicoli commerciali e industriali  si attesta, rispettivamente, attorno al -20% ed al -15%. Ma il problema di cui  nessuno parla non \u00e8 quello che i mercati flettono, ma che sono paragonati a un  2012 dove gi\u00e0 si era al di sotto della soglia di sopravvivenza della filiera.  Anche se eguagliassimo il 2012 il problema rimarrebbe in tutta la sua interezza. Per quanto riguarda il mercato pi\u00f9 importante in  termini di volumi, quello delle autovetture, si prevede nel 2013 di  consuntivare un totale di 1.250.000 unit\u00e0. Un mercato italiano simile a quello  del 1969. Se i dati verranno confermati retrocederemmo di 44 anni! Inoltre vi \u00e8  un altro dato a testimoniare che l&#8217;Italia ha sbagliato tutte le scelte  politiche sull&#8217;automotive ed \u00e8 quello del confronto europeo: infatti nel 2012 (<em>annus horribilis <\/em>dell&#8217;automobile  italiana) siamo stati il fanalino di coda in Europa. In altre parole, c&#8217;\u00e8 modo  e modo di affrontare la crisi e non solo quello di\u00a0 aumentare le tasse e distruggere l&#8217;economia  reale. Anche se qualche mese del secondo semestre 2013 segnasse un leggero  incremento rispetto al 2012, noi avremmo bisogno di crescite stabili e  sensibili, a doppia cifra, o non cambier\u00e0 nulla.<\/p>\n<p><strong>Avete gi\u00e0 avuto dei contatti con il nuovo Governo?<\/strong><br \/>Certo. Stiamo illustrando, in una serie di incontri,  il disastro del settore, quello che significa per il sistema-paese e  presentando le nostre proposte per il rilancio. Perch\u00e9 gli autoveicoli si  candidano a essere il motore della ripresa. I nostri numeri, i fatturati, gli  occupati e le tasse che versiamo, testimoniano che siamo in pole position per  un Governo che volesse adottare delle scelte strategiche importanti.  Recentemente non siamo andati a un incontro con un&#8217;altra associazione della  nostra filiera perch\u00e9 non riteniamo che sia il momento di fare &#8220;delle  proposte&#8221; ma &#8220;delle proposte giuste&#8221;. Preciso che, pur  rispettando le idee di tutti, noi dobbiamo rappresentare quelle dei concessionari,  recentemente interpellati anche attraverso un sondaggio. Parlare ad esempio di  credito d&#8217;imposta o deducibilit\u00e0 sulle auto acquistate dai privati non ha  senso. Noi concessionari, che siamo gli unici ad essere in \u00a0<em>front  line <\/em>con i clienti, riteniamo che questo sia addirittura un autogol. Il  credito d\u2019imposta, per esempio, \u00e8 stato introdotto per le ristrutturazioni  edilizie per far emergere il nero, ma nessuno compra un climatizzatore o una  caldaia efficiente per lo sgravio fiscale. Come pure nessuno decide di morire  perch\u00e9 le spese funebri sono deducibili. E quindi non si vendono pi\u00f9 prodotti e  non si fanno pi\u00f9 funerali. Per\u00f2 chi acquista chiede la fattura all&#8217;idraulico, all&#8217;elettricista  o all&#8217;agenzia di pompe funebri per poter recuperare fiscalmente. E qui lo Stato  ha ottenuto il suo vero obiettivo: far emergere il sommerso. Riteniamo che  nessun privato acquisterebbe un&#8217;auto per questa motivazione e che  &#8220;inciamperebbe&#8221; solamente nel provvedimento. In questo modo lo Stato  sprecherebbe risorse pubbliche e il mercato non verrebbe ampliato. Esprimere  maggiori volumi \u00e8 il vero obiettivo anche per lo Stato, che nel 2012 ha perso 3  miliardi di gettito dal nostro settore. Volete un esempio di soldi sprecati? Gli  ultimi ecoincentivi 2012 sono durati meno di 1 giorno per i privati e giacciono  largamente inutilizzati per le aziende. Milioni di euro buttati dalla finestra  senza nessun effetto. E se non vengono eliminati subito butteremo altri soldi  pubblici anche nel 2013 e 2014. Un controsenso tutto italiano dove non si  eliminano gli sprechi, non si contiene la spesa pubblica, ma si aumentano solo  le tasse. Tasse, tasse e ancora tasse. Per\u00f2 una cosa \u00e8 chiara: piuttosto di  misure sbagliate \u00e8 meglio lasciare tutto com&#8217;\u00e8. <\/p>\n<p><strong>E quindi, per  stimolare l&#8217;acquisto dei privati cosa avete pensato? Ai vecchi ecoincentivi?<\/strong><br \/>I vecchi ecoincentivi, tanto vituperati, sono  ancora utilizzati in molti paesi del mondo e danno una certezza: funzionano. Lo  dice la storia, anche la nostra. Noi li avremmo voluti triennali, scalari, dove  il primo anno il cliente avrebbe avuto beneficio 100, il secondo 80 e il terzo  60. In questo modo saremmo usciti gradualmente da questa &#8220;droga&#8221;. Ora  abbiamo rottamato quest&#8217;idea barattandola con un&#8217;Iva agevolata per i privati. E  quindi, se uno rottamasse una vettura con pi\u00f9 di dieci anni, avrebbe diritto a  un&#8217;Iva ridotta. Faccio un esempio con dati di fantasia: se un cliente  acquistasse un autoveicolo a basso impatto ambientale avrebbe il 10% di Iva il  primo anno, il 12% il secondo, il 14% il terzo e normale dal 4\u00b0. Siamo certi  che con questo provvedimento potremmo alzare il mercato di circa 200.000 unit\u00e0  all&#8217;anno. In questo modo lo Stato potrebbe introitare circa 600 milioni di euro  aggiuntivi e dovrebbe investirne solo una parte. Non solo, cos\u00ec sosterremmo il  mondo del lavoro, risparmieremmo in ammortizzatori sociali e disporremmo di un  parco circolante pi\u00f9 ecologico e pi\u00f9 sicuro. Vantaggi per tutti. E, badate  bene, questi stimoli alla domanda non vanno nelle tasche dei concessionari, che  beneficerebbero solo indirettamente dagli aumenti di fatturato, come pure lo  Stato e i costruttori.<\/p>\n<p><strong>E per  le Partite Iva?<\/strong><br \/>La struttura che potrebbe sostenere la  domanda, in alternativa ai sempreverdi ecoincentivi sul modello del 2010, \u00e8  come per i privati quella dell&#8217;Iva agevolata. Questo \u00e8 il vero strumento per  dare impulso al mercato e alzarlo ragionevolmente di altre 100.000 unit\u00e0  all&#8217;anno. In alternativa si potrebbe ipotizzare un credito  o detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Ma in questo  particolare momento storico ed economico crediamo che i clienti, privati e  aziende, preferiscano tutto e subito. Sono le cose semplici e immediate che  funzionano e non meccanismi farraginosi e difficili da spiegare.<\/p>\n<p><strong>E sulle  manutenzioni e riparazioni?<\/strong><br \/>Per contrastare il fenomeno di  evasione\/elusione fiscale soprattutto da parte delle reti indipendenti, sarebbe  molto efficace il meccanismo del credito o detrazione di imposta in sede di  dichiarazione dei redditi da parte delle persone fisiche. E&#8217; questo il vero  obiettivo di provvedimenti di questo tipo.<\/p>\n<p><strong>Cosa  pensa alle recenti dichiarazioni di Sergio Marchionne?<\/strong><br \/>Trovo tanta ipocrisia. E&#8217; indiscutibile che  se un imprenditore dovesse investire o rinnovare degli investimenti e avesse a  disposizione l&#8217;intero scacchiere mondiale (dato che siamo in un mercato  globale), difficilmente lo farebbe nell&#8217;Italia attuale. Sindacalmente abbiamo  dei bellissimi contratti per i lavoratori a tempo indeterminato, peccato che la  disoccupazione sia al 12% e sia destinata a salire. La burocrazia la  conosciamo, i tempi dei processi pure. Il mondo politico sembra non farcela a  trovare una via d&#8217;uscita, troppo occupato com\u2019\u00e8 in questioni di partito, di  campanile, di personalismi. Poi c&#8217;\u00e8 la pressione fiscale alle stelle rispetto  non solo ai paesi emergenti, ma anche a quelli limitrofi come Austria,  ex-Jugoslavia, Romania&#8230; \u00a0E infatti, da  tempo, gli imprenditori che possono chiudono in Italia e aprono in quei paesi  dove la manodopera costa meno, la burocrazia srotola il tappeto rosso a chi  vuole investire e la pressione fiscale \u00e8 accettabile. Marchionne ci dice una  cosa incontrovertibile: aldil\u00e0 della Fiat, il nostro Paese sta perdendo la  guerra sul mercato globale e se non si prenderanno provvedimenti urgenti e  straordinari sar\u00e0 una catastrofe.<strong> <br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Volendo riassumere<\/strong><br \/>L&#8217;Italia \u00e8 in grave pericolo. Pericolo acuito  da una classe politica che sembra incapace di fornire risposte, di prendere  decisioni difficili che possano riscrivere il destino della Nazione. Bisogna  ridurre subito la pressione fiscale su famiglie e imprese. Le tasse vanno tolte  o abbassate, senza vararne di alternative (giochetto molto di moda). Bisogna  poi incentivare le aziende private a investire e a tenere aperto in questo  contesto. Sono le aziende che forniscono occupazione, non dimentichiamolo mai.  Inoltre bisogna stimolare i consumi interni con iniziative corrette, calibrate  e condivise dalle parti in campo. Per cui ben venga la proposta del Ministro  Zanonato di aprire un tavolo per fare il focus sul settore auto.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mercato dell&#8217;auto perde ancora, specchio di un sistema immobile.<br \/>\nIl commento di Federauto nell\u2019intervista del Presidente Pavan in uscita sul prossimo numero di FederautoTime <\/p>\n","protected":false},"author":4247,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-2686","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sala-stampa-autovetture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4247"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2686\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}