{"id":2618,"date":"2012-08-10T13:00:00","date_gmt":"2012-08-10T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/2012\/08\/comunicato-stampa-auto-elettrica-no-a-facili-illusioni\/"},"modified":"2012-08-10T13:00:00","modified_gmt":"2012-08-10T11:00:00","slug":"comunicato-stampa-auto-elettrica-no-a-facili-illusioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/2012\/08\/comunicato-stampa-auto-elettrica-no-a-facili-illusioni\/","title":{"rendered":"Comunicato stampa: Auto elettrica, no a facili illusioni"},"content":{"rendered":"<p><em>Roma, 10 agosto 2012 <\/em>&#8211; Federauto entra nel merito dei perch\u00e9,  a parer suo e di altre associazioni di filiera dell&#8217;automotive italiana, si \u00e8  commesso un grave errore nell&#8217;inserire nel Decreto Sviluppo &#8211; approvato in  Senato il 3 agosto scorso &#8211; incentivi per le auto elettriche, che interessano  in misura inferiore quelle con emissioni di CO2 non superiori a 120 g\/km.  Provvedimenti varati contro i pareri di tutte le associazioni che in Italia  rappresentano: i costruttori, i componentisti e i concessionari.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;auto elettrica potrebbe essere  un prodotto interessante nel nostro futuro, ma voglio ricordare che ad oggi  presenta evidenti problemi di competitivit\u00e0 sul mercato. A partire dall\u2019elevato  prezzo dei listini, molto alto  anche a causa del costo delle batterie,  dalla scarsa autonomia fino ai lunghi tempi per la ricarica. Inoltre i  costruttori non hanno condiviso uno standard per i sistemi di ricarica&#8221;.  Questo il commento di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto,  l&#8217;associazione che rappresenta i concessionari di tutti brand commercializzati  in Italia che aggiunge:\u00a0 &#8220;Siamo inoltre preoccupati del fatto che,  senza un mercato vero di riferimento, i concessionari che riceveranno questi  prodotti potrebbero andare incontro a problemi aggiuntivi, come la gestione di  stock pesanti e di lenta movimentazione, in un contesto di per s\u00e9  complicato&#8221;.<\/p>\n<p>Per questi motivi gli analisti  divergono drasticamente quando ipotizzano la penetrazione futura dell&#8217;elettrico  puro. Alcuni prevedono vendite vicino allo zero, altri che arriveremo entro il  2020 al 20% del totale. Per ora registriamo che questa tecnologia non sembra  avere, oggi, le carte in regola per la diffusione di massa, per cui non si  comprende perch\u00e9 il Governo stia cercando di spingerla a suon di incentivi,  dimenticando che per l&#8217;ambiente, nel medio periodo, sarebbe molto meglio  puntare sulle vetture a idrocarburi a basse emissioni di CO2, o alimentate a  GPL o Metano. Magari rottamando quelle con anzianit\u00e0 superiore a 10 anni al  fine di svecchiare il circolante, con impatti significativi per l&#8217;ambiente, la  sicurezza, il gettito fiscale nazionale e l&#8217;occupazione. <\/p>\n<p>A questo si aggiunga che le auto  elettriche attualmente disponibili sono poche. Nel 2011 nel mercato Italia ne  sono state immatricolate 289, ossia circa lo 0,016% del totale, mentre nei  primi 6 mesi del 2012 pesano lo 0,04%. Cifre irrisorie.<\/p>\n<p>Per entrare nel merito un&#8217;utilitaria  elettrica costa oggi 20\/25mila euro in pi\u00f9 rispetto a un&#8217;auto ad alimentazione  tradizionale, e per percorre 100 chilometri ci vogliono 3 euro. Tenendo conto  che per una vettura tradizionale, per percorrere la stessa distanza, ce ne  vogliono circa 13, ogni 100 chilometri l&#8217;elettrica porter\u00e0 un risparmio di  circa 10 euro, ossia 1.000 euro ogni 10.000 chilometri percorsi. <\/p>\n<p>Allora ci domandiamo: con questi  numeri quando il cliente ammortizzer\u00e0 i 20\/25mila euro in pi\u00f9 che ha speso?  Senza contare che la scarsa autonomia la rende inadatta alle medie e lunghe  distanze.<\/p>\n<p>Resta poi da affrontare un altro  problema: perch\u00e9 investire in infrastrutture se i costruttori non hanno  condiviso uno standard, almeno europeo, per le colonnine di ricarica? Cos\u00ec il  rischio di buttare denaro \u00e8 elevatissimo. Inoltre il progresso potrebbe ridurre  i tempi di ricarica per mezzo di nuove tecnologie &#8211; attualmente ci vogliono  dalle 5 alle 8 ore &#8211; rendendo inutili gli investimenti intermedi.<\/p>\n<p>Per l&#8217;ambiente rimane poi da vagliare  un altro aspetto, e cio\u00e8 l&#8217;impatto ambientale di una vettura da quando nasce a  quando viene radiata. Allora qui l&#8217;elettrico perde terreno.<\/p>\n<p>Federauto ritiene quindi che il  recente provvedimento del Governo, volto a incentivare questa tecnologia, non  sia utile all&#8217;Italia, neanche in prospettiva. Con l&#8217;aggravante di creare false  illusioni e false aspettative negli utenti. Tanta demagogia ma poca sostanza.<\/p>\n<p>Conclude Pavan Bernacchi: &#8220;A noi  che gli autoveicoli li vendiamo, si tratti di una Panda o di una Carrera, le  alimentazioni interessano poco. Se non nella misura in cui da cittadini amiamo  l&#8217;ambiente e la sicurezza. Infatti che una vettura vada a idrogeno, gasolio,  benzina, alcool, o sia elettrica, noi la commercializziamo e la assistiamo  nella stessa misura. Sono i clienti che scelgono in base alle proprie tasche,  gusti ed esigenze. Per\u00f2 in questo momento storico resta inconcepibile come il  Governo Tecnico si possa occupare di una vicenda che interessa lo  zero-virgola-zero del mercato lasciando irrisolti i problemi di un comparto che  fattura l&#8217;11,4% del PIL e che occupa 1.200.000 addetti con l&#8217;indotto. In questo  tragico momento, il pi\u00f9 drammatico in Italia da quando \u00e8 stata inventata  l&#8217;automobile, abbiamo bisogno da una lato di disinnescare i &#8216;disincentivi&#8217; varati dal Governo Monti con i rincari di Iva, IPT,  bollo, superbollo, RC, pedaggi autostradali, accise &#8211; tasse che si sono  rilevate un boomerang comprimendo i consumi e quindi le entrate per lo Stato &#8211;  dall&#8217;altro di una politica di svecchiamento del circolante e del riordino della  tassazione delle vetture aziendali. In sintesi: di un ricorso massiccio al caro  vecchio buon senso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel primo semestre 2012 quota mercato allo 0,04%<\/p>\n","protected":false},"author":4247,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-2618","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sala-stampa-autovetture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4247"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2618"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2618\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.paluma.it\/federauto.new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}